I Turbinati nasali

 

a cura del Dr. Alberto Rocco

Specialista in Chirurgia di Testa e Collo - Otorinolaringoiatria -
Azienda Ospedaliera San Camillo - Roma -

 

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La chirurgia mini-invasiva dei turbinati aumenta lo spazio respiratorio riducendo le dimensioni e di conseguenza l’ingombro dei turbinati stessi all’interno delle fosse nasali. Le diverse tecniche non sono però tutte uguali tra loro e per alcune di esse, a causa della scarsa potenza dello strumento, l'eliminazione della parte trattata risulta insufficiente cosicché il risultato finale non è soddisfacente.

 

Un altro limite di molti strumenti, ad eccezione del Laser ad Anidride Carbonica (Co2), è dato dalla impossibilità di raggiungere la parte posteriore dei turbinati a causa dello spazio ristretto della cavità nasale. Al contrario il Laser ad Anidride Carbonica essendo un vero e proprio "raggio di luce", può raggiungere qualsiasi bersaglio e trattare il turbinato nella sua totalità dalla testa alla coda, garantendo quindi il risultato più completo oltreché duraturo.

 

Tra tutti i tipi di strumenti mini-invasivi il Laser ad Anidride Carbonica (CO2) è  quindi il più potente ed il più avanzato. L'elevata tecnologia ed il conseguente elevato costo di esercizio limitano la diffusione sul territorio ma per i professionisti che investono nei risultati e nella soddisfazione del paziente esso rappresenta senz'altro la tecnica più evoluta nella chirurgia indolore dei turbinati nasali.

 

Per comprendere meglio le basi dell'intervento diamo uno sguardo al quadro clinico dell'ipertrofia dei turbinati...

 

I Turbinati sono tre strutture spugnose situate all'interno del naso sostenute da uno scheletro osseo. La loro funzione è di riscaldare, filtrare e umidificare l’aria inspirata.

 

In condizioni normali i turbinati inferiori vanno incontro a frequenti cambiamenti di dimensioni, allo scopo di regolare il passaggio dell'aria all'interno del naso al variare delle delle condizioni ambientali (temperatura e umidità) esattamente come avviene per le pupille la cui variazione di diametro regola il passaggio di luce negli occhi al variare dell'illuminazione ambientale.

 

Quando l'ingrossamento dei turbinati inferiori diventa costante nel tempo per cause individuali (allergie, impiego di farmaci, variazioni ormonali) o per cause ambientali (variazioni di temperatura o di umidità), si determina il fastidioso quadro dell’ostruzione nasale.

 

L’ostruzione nasale, con il perdurare delle cause scatenanti, può diventare irreversibile (ipertrofia), accentuarsi durante la notte (la posizione sdraiata favorisce una ulteriore congestione dei turbinati) e può accompagnarsi ad altri sintomi, come rinorrea (naso che cola), starnutazione, prurito nasale, diminuzione dell’olfatto, cefalea, russamento e apnee notturne.

 

L'ipertrofia dei turbinati è condizione predisponente alla comparsa di sinusiti.

 

Nel tentativo di migliorare la respirazione molte persone utilizzano spray nasali disponibili in commercio, con un beneficio solo transitorio e un successivo ulteriore peggioramento per il sopraggiungere della rinite medicamentosa.

 

La terapia medica, basata sull’utilizzo di antistaminici, cortisonici per via nasale o per via sistemica, può risolvere solo le forme più lievi di ipertrofia dei turbinati e spesso in maniera non soddisfacente.

 

E così, nei casi di ostruzione nasale resistenti alla terapia, si ricorre alla decongestione dei turbinati con il Laser CO2 che ha lo scopo di ridurre la dimensione dei turbinati ipertrofici e creare più spazio al passaggio d'aria, sempre nell'ottica di rispettare l'utile funzione delle mucose. La tecnica di vaporizzazione con Laser CO2 ha la caratteristica di non compromettere l'integrità dello scheletro osseo del turbinato dal quale molto raramente dipende l'ostruzione respiratoria nasale. Una dimostrazione di questo è data dal fatto che le persone che soffrono di ostruzione nasale possono temporaneamente  migliorare la propria respirazione con i vasocostrittori nasali che agiscono esclusivamente sulla ipertrofia mucosa senza naturalmente modificare la dimensione dello scheletro osseo.

 

         

 

Questa tecnica, eseguibile a livello ambulatoriale, è la più risolutiva e indolore per il trattamento dell'ostruzione nasale da ipertrofia dei turbinati, come descritto già da diversi anni da numerosi studiosi di rilevanza internazionale (Jaehne M, Sani A, Janda P, Takeno S, Tanigawa T, Katz S, Papadakis CE, Schmelzer B, Lagerholm S, DeRowe A, Lippert BM, Werner JA, Wolfson S, Kawamura S, Mladina R, Mittelman H).

 

Dopo una breve visita, sufficiente ad evidenziare l'ipertrofia dei turbinati che determina la riduzione dello spazio respiratorio, si può procedere con la riduzione dei turbinati mediante laser.

 

 

L'intervento viene eseguito in anestesia locale per contatto (mediante cotone imbevuto con anestetico e quindi senza iniezioni) e non è per nulla doloroso. La tecnica non prevede tagli né suture ma soprattutto, vista l'assenza di sanguinamento, non è necessario alcun tamponamento nasale, l'intera procedura dura 20-30 minuti ed il paziente può tornare a domicilio con qualsiasi mezzo (macchina, treno, aereo) subito dopo l'intervento.

 

L’asportazione dei tessuti avviene per vaporizzazione e quindi senza il minimo contatto fisico; ciò determina uno "sgonfiamento" dei turbinati unito ad una cicatrizzazione rapidissima.

In caso di necessità l'attività lavorativa può essere ripresa nella stessa giornata.

 

 

 

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